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LupiVenerdì 29 gennaio doppio appuntamento al Masada in via Carlo Espinasse, 41 a Milano, per una serata all’insegna della fusione di musica jazz, metal, noise, psichedelica e elettronica.

Nel primo set, alle ore 22, si esibirà il duo “Milesi : Merlin” formato da Massimiliano Milesi al sax e Enrico Merlin alla chitarra.

Sposare l’estetica heavy metal con l’improvvisazione contemporanea e la musica elettroacustica, il jazz con il noise post-industrial, la conduction con il blues più profondo è il folle progetto del duo “Merlin : Milesi” che prendendo spunto dai lavori di storiche coppie dell’improvvisazione, prima fra tutte quella Evan Parker/Derek Bailey, intraprendendo una personale ricerca nei sentieri della musica intuitiva. Avvalendosi dell’elettronica il duo si muove tra linee melodiche appena accennate, ritmiche compulsive e masse sonore memori della lezione di Pierre Schaeffer. Una “musica concreta”, strumentale, senza strutture precostituite, generata dall’istinto dei due musicisti.

Nel secondo set salirà sul palco del Masada LuPi, il gruppo, composto da Filippo Cozzi al sax alto, Luca Pissavini al contrabbasso e composizioni, Simone Quatrana al Fender Rhodes, e Andrea Quattrini alla batteria, che eseguirà tutti i brani contenuti nel nuovo album “Everything will be fine”, uscito a novembre, in formato fisico, per l’etichetta Bunch Record. A fine serata sarà possibile acquistare il disco e farlo autografare dai musicisti.

Questo quartetto elettroacustico d’eccezione fonde jazz, metal, noise, psichedelica e elettronica. Le musiche sono tutte originali, e scritte dal contrabbassista Luca Pissavini per i membri del suo gruppo. Il comune denominatore è l’interplay, e la bellezza del processo creativo: ogni musicista della band mette in campo il suo stile, e la sua visione della musica, per dare vita, nei live ogni volta a un’esperienza unica.

Quando e dove:
Venerdì 29 gennaio ore 22.00
Masada” via Carlo Espinasse, 41 Milano
Evento Facebook

E’ possibile ascoltare l’album di Lupi su Spotify al seguente link Everything Will Be Fine

Ed è possibile acquistare il disco di Lupi, in formato digitale, sul sito della Bunch Records oppure su ITunes, oppure in formato fisico scrivendo a lupissavini@gmail.com oggetto: acquisto CD.

Per ulteriori info:
http://lucapissavini.com
Pagina Facebook dell’etichetta Bunch Records
Pagina Facebook di LuPi

Duo “Milesi : Merlin”
Massimiliano Milesi studia con Tino Tracanna presso il Conservatorio “G. Verdi” di Milano e si specializza nello studio della composizione contemporanea con Gabriele Manca e Heinz Holliger. Fa parte della Contemporary Orchestra del compositore e trombettista Giovanni Falzone, con la quale ha all’attivo due registrazioni  in via di pubblicazione. E’ uno dei fondatori del Collettivo “Res” (Ricerca Euristica del Suono) un gruppo di musicisti provenienti dalle province di Bergamo, Brescia, Milano, dedito alla ricerca e allo sviluppo dell’ improvvisazione nella musica jazz e contemporanea. È leader degli Out of Rags (con Filippo Sala e Marco Rottoli) e del quartetto Petra con Valerio Scrignoli, Michele Tacchi e Vittorio Marinoni. Con Tino Tracanna ha fondato i Double Cut, un originale quartetto che vede la presenza di Giulio Corini al contrabbasso e Filippo Sala alla batteria.  È membro della Big Band di Oscar Del Barba con la quale ha di recente registrato il primo disco ospitando il sassofonista Dave Liebman. È membro della Wayne Horvitz European Orchestra:  un ensemble che vede riuniti alcuni dei più importanti improvvisatori d’Europa. Suona nel Keys Quartet di Gianluca di Ienno, nel quintetto jazz-rock Oltaploc di Giacomo Papetti, nel 4Days di Walter Beltrami e nel quartetto del contrabbassista Roberto Bordiga, con Fausto Beccalossi e Nelide Bandello.  Ha partecipato a diversi festival tra cui Bergamo Jazz, Clusone Jazz, Fano Jazz, Berchidda, Südtirol Jazz Festival, Novara Jazz, AngelicA, Jazz per Due, Trentino in Jazz, solo per citarne alcuni, e ha all’attivo diverse collaborazioni con importanti musicisti nazionali e internazionali tra cui Ralph Alessi, Markus Stockhausen, Marvin Smith, Wayne Horvitz, Gianni Mimmo, Franco Ambrosetti, Garrison Fewell, Rob Sudduth, Fabrizio Bosso, Zeno De Rossi, Danilo Gallo, Alexander Hawkins, Gerhard Gschlößl, Sebi Tramontana, Achille Succi, Enrico Merlin, Gianluca di Ienno, Michel Godard, Gavino Murgia, Claudio Fasoli, Antonio Fusco, Beppe Caruso, Salvatore Maiore, Fausto Beccalossi, Boris Savoldelli, Francesco Bigoni, Luca Calabrese, Franca Masu, Vittorio Montalti, Filippo Monico, Walter Beltrami, Massimo Greco, Emanuele Maniscalco, Toni Cattano, Carlo Nicita, Edoardo Marraffa, Alex Ward, Rossano Emili, Eric Boeren, Silke Eberhard, John Dikeman, Wolter Wierbos, Fabio Morgera, Pietro Pirelli.

Enrico Merlin all’attività di musicista e compositore, da molti anni, affianca con grande successo quella di storico della musica del ‘900. Questi due mondi, che raramente si incontrano nella vita di un artista, danno vita ad una capacità creativa e divulgativa di rara forza espressiva. Nel ruolo di chitarrista e manipolatore sonoro ha partecipato ad oltre 35 produzioni discografiche (tra cui con Steven Bernstein, Giorgio Gaslini, Michael Manring, Rova Saxophone Quartet, e Markus Stockhausen) e a molti Festival internazionali al fianco di artisti di primo piano (tra cui Carla Bley, Mederic Collignon, Garrison Fewell, Paolo Fresu, Mark Baldwin Harris, Lee Konitz, Boris Savoldelli, Maria Schneider, Giovanni Sollima, Elliott Sharp, John Surman, Steve Swallow, Henry Threadgill, Tino Tracanna). E’ stato leader di diverse formazioni tra cui Tiger Dixie Band e Funky Football e più recentemente del Merlin UN-Covered Music Project, gruppo selezionato dalla rivista JazzIt per rappresentare il nuovo jazz italiano alla trasmissione televisiva Webnotte di Repubblica TV/ Radio Capital TV. Tra le produzioni discografiche più recenti spiccano il disco in solo «Unframed… Straight Ahead!» (realizzato grazie alla tecnica del crwdfunding), «Act I: Notes in Freedom» (con il trio di chitarre Schwingungen 77 Entertainment, di cui fanno parte Andrea Massaria e Alessandro Seravalle), la partecipazione al disco dei NAD (alias Roberto Zorzi e Nic Cosmo Salerno) e il tributo a Sinatra in duo con Francesco Cusa. Scrive musica per il teatro e per documentari e con Andrea Brunello promuove una forma innovativa di interazione tra musica e parola, definita «Jazz Teatrale»; con lo spettacolo «Il Principio dell’Incertezza (The Principle of Uncertainty)», nel 2013, si è esibito per un mese intero al Fringe Festival di Edimburgo. Nel 2015 è stato eletto dai lettori della rivista Jazzit tra i 10 migliori chitarristi dell’anno ed ha portato il suo solo anche a Time in Jazz, a Berchidda (due concerti e un seminario con Paolo Angeli). Sul versante musicologico è riconosciuto quale uno dei massimi esperti della musica di Miles Davis e negli anni ’90 è stato nominato da Gordon Meltzer (ultimo produttore dell’artista) discografo ufficiale. Dell’artista ha inoltre compilato il catalogo commentato delle opere edite ed inedite, in parte pubblicato in edizioni cartacee e multimediali (tra cui il corredo discografico del DVD «A Different Kind of Blue – Miles Davis at Isle of Wight», Eagle Vision). È stato ideatore e curatore delle mostre multimediali «I Suoni di Miles Davis» per Veneto Jazz Festival nel 2006, «Miles Davis, tra visibile e invisibile» per Clusone Jazz nel 2009 e «Kind of Miles» per i Teatri di Reggio Emilia nel 2011. Nel 1996 è stato invitato al convegno annuale dedicato a Miles Davis, tenutosi presso la Washington University di St. Louis, dove ha presentato un’innovativa teoria relativa all’uso di «frasi in codice» come sistema di conduzione non verbale. La trascrizione dell’intervento è stata successivamente assunta quale testo di riferimento nel corso «Music E-145, Electronic Music, History and Aesthetics of Popular Music Since the 1960s» presso la Harvard University Extension School. Nel settembre del 2009 ha pubblicato per Il Saggiatore il libro «Bitches Brew – Genesi del capolavoro di Miles Davis», scritto in coppia con Veniero Rizzardi; il volume è stato tradotto anche in spagnolo e pubblicato da Global Rhythm. Nel novembre del 2012, sempre per Il Saggiatore, è uscito «1000 dischi per un secolo. 1900-2000», volume di 960 pagine dedicato alla storia della musica occidentale del XX secolo vista attraverso l’evoluzione del supporto fonografico e i principi innovativi dei linguaggi musicali. Tiene con regolarità seminari presso scuole di specializzazione musicale e conservatori nazionali. Nel 2014 entra a far parte del prestigioso corpo docenti dei Seminari di Nuoro Jazz. Dal 2003 è direttore artistico di NonSoleJazz Festival, ora TrentinoInJazz.

Lupi
Luca Pissavini nasce nel 1980 a Milano. Inizia a suonare il basso elettrico in gruppi rock e progressive. Poi decide di intraprendere lo studio del contrabbasso come autodidatta studiando  jazz e musica classica . Nel 2012 ha iniziato a studiare musica e basso con Barre Phillipps. Ha registrato e suonato con Ken Vandermard  (RARA AVIS per dENRecord, European tour 2013), Sabir Mateen (Novara Jazz, disco pubblicato da Noto Two). Ha suonato a Umbria Jazz (2012/2013 con NuTimbre, tour 2012/2013 nell’est Europa), al Novara Jazz 2013 con LuPi e al JapZitaly 2012 (dove ha avuto la fortuna di suonare con Sadao Watanabe, Tiger Okoshi, Akira Onozuka, Kizan Daiyoshi, Hideshi Takatani, Masa Oya). Ha vinto il Porsche Jazz Festival con Nido Workshop (2012) e ha avuto il piacere di suonare con G. Mimmo , B Taylor, G.Bettini, F. Miccolis, D. Kayros, S.Ferrian, H. Sjostrom, I. Adato, E. Manera, M. Doneda, L. Mezzacappa, A. Braida, Fracture, Nido Workshop, Carnenera, C. Iemulo, A. Chen, Freecanvas. Attualmente ha un’intensa attività live come bandleader e come session man nel contesto dell’improvvisazione, della musica jazz e sperimentale.

Filippo Cozzi nasce nel 1983. Si diploma in jazz presso il conservatorio di musica “G. Verdi” di Como, discutendo la tesi “Funkin’ Monk – analisi dell’universo compositivo di T. S. Monk” con i docenti Marco Micheli, Carlo Morena e Stefano D’Allora. Ha studiato con i sassofonisti Claudio “Wally” Allifranchini, Mauro Negri, Daniele Cavallanti, Riccardo Luppi, Joel Frahm, Pietro Tonolo, Franco Brizzi e con il trombonista Beppe Caruso. Fa parte dell’associazione Musicali SI Cresce. Ha collaborato con l’associazione Officine Duende e con le compagnie teatrali Schedìa Teatro, Ciridì La Fenice e Crocevia dei Viandanti.

Simone Quatrana nasce nel 1984 a Frosinone. Inizia lo studio del pianoforte all’età di sei anni con il maestro e direttore d’orchestra George Michopulus per poi sostenere con il massimo dei voti l’esame di ammissione al conservatorio di Frosinone ed approfondire gli studi classici.  Terminati gli studi superiori, si trasferisce a Milano per laurearsi nell’anno 2009 in Scienze e Tecnologie della Comunicazione Musicale con ottimi ri-sultati ed approfondire lo studio del Jazz con il pianoforte. Incontra, e studia con il Maestro Fabio Gianni per poi frequentare la Scuola Civica di jazz in Milano dove ha la possibilità di diplomarsi con il Maestro Franco D’Andrea studiando tecniche di improvvisazione. Successivamente entra a far parte della Civica Jazz Band diretta dal Maestro Enrico Intra, suonando con Marco Vaggi, Tony Arco, Roberto Rossi, Emilio Soana, Giulio Visibelli, Gabriele Comeglio, Enrico Rava, Franco Cerri, Franco Ambrosetti. Conosce e studia con il maestro Alberto Tacchini. Frequenta diverse Masterclass, tra le quali, con il pianista Barry Harris ed il trombettista Steven Bernstein. Le molteplici collaborazioni in piccoli gruppi e situazioni orchestrali lo portano a suonare con musicisti come Steven Bernstein, Peter Brotzmann, Ken Vandermark (con il quale incide Rara Avis), Mikolaj Trzaska, Rudy Mahall. Inoltre Ha avuto modo di partecipare ad alcuni tra i più famosi festival come Krakow Jazz Autumn, Umbria Jazz, Novara jazz, Jazz It Festival, Jazz Italiano per L’Aquila.

Andrea Quattrini: inizia lo studio della batteria col maestro Walter Calloni. Nel 2004 si diploma in batteria jazz presso la Scuola Civica di Milano dove studia con Tony Arco, Marco Vaggi, Fabio Jeger. Successivamente studia tabla e musica indiana dal maestro Arup Kanti Das. Dal 2010 studia pianoforte jazz con Marco Confalonieri. La carriera professionale inizia nel 2001 col tour italiano di Maurizio Vandelli. Successivamente suona col Time Percussion di Tony Arco, Franco Cerri, in Francia con la big–band diretta da Pierre Drevet, col Coro Gospel della Civica Jazz di Milano, Fractures, Wasabi Quartett, Paolo Botti, 4 Kape, Biagio Coppa, Ottavo Richter, Amy DeNaio, Giangilberto Monti, Copa Room, Banda Osiris, Sabir Mateen, I Casi, Luca Meneghello, Walrus Trio, Centolanza, Samoa Wedding Trio, Apricot Tree, LuPi.

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