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ph Cinzia Guidetti

ph Cinzia Guidetti

Questa nuova edizione di Anfiteatro Jazz, appena conclusa, ha portato in piazza Anfiteatro otto eventi, per otto sere consecutive, e dalle 1300 alle 2000 persone ogni sera. Cosa ne pensa? Questo festival è una bella promozione per la città di Lucca?

Sicuramente una bella e una grande promozione, anche perché il genere di musica che Anfiteatro jazz propone, in maniera molto accorta, è estremamente indicato per la piazza in cui si svolge: quindi ritengo che ci sia una buona simbiosi tra luogo e musica, tra espressione artistica e ambiente; e l’ambientazione la definirei perfetta. Dal punto di vista promozionale Anfiteatro Jazz è uno dei veicoli importanti attraverso cui la città di Lucca si promuove. Il jazz non è una musica facilissima, però ha dei grandi estimatori, e si è visto perché il consenso di pubblico è stato molto ampio. Sono rimasto molto soddisfatto della riuscita della manifestazione, e anche dell’omaggio a Giacomo Puccini che è stato fatto (Trio in opera, giovedì 11; X-Jam venerdì 12 n.d.r.): credo che a Lucca, che è la città di Puccini, queste siano riletture di notevole importanza.

Il pubblico è sempre stato numeroso, caloroso ed eterogeneo. Ritiene che la scelta del programma sia indovinata? 

Sì, ritengo che la scelta del programma variegato e così articolato, riferito a un denominatore comune, il jazz, ampio e vario, sia molto indovinata.

Quindi un “festival internazionale di musiche”, com’è definito Anfiteatro Jazz,  è una scelta vincente?

Certamente. Inoltre c’è bisogno del carattere internazionale di certi eventi, cioè di avere apporti che provengono da varie parti del mondo, perché servono ad arricchire culturalmente la nostra vita e il panorama della città. Non bisogna dimenticare, infatti, che l’espressione musicale è un’espressione della cultura, e quando gli elementi che fanno parte della cultura si confrontano, diventando tra loro complementari, è un vantaggio per tutti.

E l’ingresso gratuito? Spesso si sente dire che l’ingresso libero non dà valore agli artisti che si esibiscono, ma non trova, invece, che sia un modo di avvicinare anche le famiglie e soprattutto i giovani, che hanno partecipato numerosi, e che spesso non hanno soldi da spendere?

E’ vero, in tempi come questi non raccoglieremmo le famiglie se l’ingresso fosse a pagamento, ma in questo caso, dobbiamo valutare la gratuità anche in relazione all’ambiente: la piazza è ampiamente popolata dai tavoli degli esercizi pubblici;  è come trovarsi in un caffè la sera, sorseggiare qualcosa, e assistere al contempo a uno spettacolo, che avviene, in questo caso, nella piazza. Sì, lo so che molti ritengono che l’assenza del biglietto tolga importanza all’esibizione perché se un’artista piace, ed è ricercato, si può pagare qualunque prezzo, però in questo caso è l’insieme che giustifica questa scelta. In futuro, con gli organizzatori, e cambiate un po’ le condizioni economiche generali, valuteremo se reinserire il biglietto. E’ chiaro che se Anfiteatro Jazz fosse una manifestazione con un concorso di pubblico molto numeroso, come è successo nelle ultime serate (2000 persone n.d.r.), bisognerà introdurre una regolamentazione che può essere fatta solo con un biglietto. Comunque l’ingresso gratuito, soprattutto per i giovani, in virtù dell’affluenza ottenuta, è stato sicuramente un’ottima scelta.

Il 21 giugno è il giorno della Festa della musica. Visto l’ottimo successo che Anfiteatro Jazz ha avuto, non sarebbe bello, il prossimo anno, riuscire a prolungare il festival fino a tale data?

Certo sarebbe bello, ma anche desiderabile e auspicabile. Sta alla nostra amministrazione essere in grado di costruire percorsi che portino a questo.

E cosa ne pensa di un’edizione invernale di Anfiteatro Jazz?

Immagino che la versione invernale dovrà essere fatta al coperto, e noi siamo disponibili a valutare anche questa possibilità. C’è il Teatro del Giglio, ma abbiamo anche altri spazi, che saranno utilizzabili da un certo punto dell’anno, e che potranno essere messi a disposizione di una versione invernale di Anfiteatro Jazz. Perché la possibilità di arricchire la vita culturale della città, anche d’inverno, è qualcosa che ci interessa fortemente. E’ chiaro che la manifestazione invernale sarà a pagamento, perché se verrà fatta in un luogo chiuso, con l’impegno di strutture importanti, non potrà essere a ingresso libero.

Visto il grande afflusso di turisti, non solo italiani, per questa edizione di Anfiteatro Jazz, non crede che un festival di questo tipo possa essere una giusta attrattiva per portare gli stranieri nella nostra città? E in inverno, quando notoriamente il turismo cala, questa manifestazione non potrebbe essere perfetta per promuovere Lucca?

Gli stranieri apprezzano molto questo genere di musica. L’internazionalità di cui parlavo comprende anche la frequenza turistica. Cultura e turismo marciano insieme: una città è desiderata e visitata anche in ragione di ciò che culturalmente sa offrire; quindi un Anfiteatro Jazz che sappia dotarsi di un cartellone di valenza sempre più internazionale, credo che faccia bene anche al turismo di Lucca, e in inverno, un festival così, pubblicizzato per tempo, e non soltanto nell’ambito locale, può contribuire a portare persone nella nostra città essendo motivo di attrattiva per gli appassionati di jazz, ma non solo.

Lei ha parlato di dotarsi di un cartellone di valenza e quindi di programmi di eccellenza. Sappiamo benissimo che, attualmente, vista la situazione economica, i problemi sono i finanziamenti per riuscire a fare ciò.

Vista la situazione italiana tutti i comuni oggi vivono una situazione molto complicata. Ovviamente le difficoltà si traducono in una scarsa capacità organizzativa, perché se un comune non sa di quanto può disporre, perché i margini sono talmente risicati che qualunque imprevisto può far saltare una programmazione, allora immaginare a lungo termine diventa complesso. Io sono anche convinto che la qualità non è senza costo. Se vogliamo però avvicinare artisti di fama, e di notevole rilevanza, non si può pensare di fare una manifestazione con poco. Il nostro impegno è cercare di avere, per tempo, certezza delle risorse in modo da per poter stabilire una corretta programmazione per Anfiteatro Jazz; per avere ciò bisogna selezionare, scegliere ciò che riteniamo utile, significativo, importante per la città, e portarlo avanti con grande determinazione come con Anfiteatro jazz quest’anno.

Ma quindi lei si impegna affinché il festival abbia un futuro di eccellenza?

Certo, compatibilmente con i tempi che viviamo e le risorse che il comune avrà a disposizione, ma se lo abbiamo fatto quest’anno, che abbiamo avuto forse l’anno complessivamente peggiore dal punto di vista finanziario, è perché vogliamo farlo anche il prossimo anno. Questa manifestazione, che fu ideata negli anni ’90 e poi successivamente abbandonata, è stata recuperata dalla nostra amministrazione, quindi la nostra intenzione è far sì che Anfiteatro jazz si arricchisca ulteriormente e si rafforzi.

 

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