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ph Fiorenzo Sernacchioli

ph Fiorenzo Sernacchioli

Leggi il mio articolo su La Gazzetta di Lucca oppure qui sul mio blog.

Penultima serata del Winter Festival nel gremito teatro del Giglio. Ieri sera, sabato 20 dicembre, sul palco, per il secondo anno i “South Carolina Mass Choir”: una corale composta da 12 elementi che ha dato vita a uno spettacolo gioioso e ricco di quella energia che solo il gospel sa dare.

Il gruppo formato da otto cantanti (due uomini e sei donne) due tastiere, basso e batteria ha sapientemente mescolato, con un grande equilibrio, ritmi moderni con quelli tradizionali, e grazie alla forte energia che i cantanti hanno saputo trasmettere, ha facilmente affascinato il pubblico.

Brani come “Amazing Grace”, “Joyful Joyful”, “Day-O (Banana Boat Song)” che ha rallegrato la platea, e “Yesterdays” hanno coinvolto i presenti che hanno cantato e battuto le mani, ma con “Oh happy day” (oramai d’obbligo) il Giglio è andato in visibilio. I cantanti, scendendo dal palco hanno fatto intonare alle persone sedute in sala il brano passando loro il microfono: diversi i “coraggiosi” che si sono cimentati nella performance e che si sono visibilmente divertiti.

Una magica “Kumbaya”, invece, ha affascinato tutti perché, sotto il suggerimento del corista Donald Hurston, moltissime persone hanno acceso i telefonini e hanno illuminato la platea e i palchetti con la luce del display muovendo le mani a tempo.

La corale gospel è nata alla fine degli anni ’90 e ha iniziato la propria attività musicale con l’intento di dare spazio ai giovani appassionati di gospel che cercano un’occasione per esprimere il proprio talento, e chiaramente una possibile carriera. Proveniente dalla Carolina del Sud, come suggerisce il nome, è diretta dal suo fondatore, Michael Brown, un uomo carismatico che sul palco ha dato direttive estemporanee scegliendo a chi far interpretare i brani e ha sapientemente coinvolto il pubblico, anche se poi si è “perso” ed ha dovuto leggere il testo di “Day-O” sul cellulare, ma evidentemente, nel vasto repertorio della corale, la memoria è messa a dura prova.

La seconda parte del lungo concerto (quasi due ore e due bis) è stata dedicata all’imminente Natale: così la corale ha intonato brani come “Jingle bells”, “Silent night” e “Merry Christmas” che non potevano assolutamente mancare nella scaletta.

Il concerto si è concluso con tutto il Giglio in piedi che cantava e batteva le mani insieme ai “South Carolina Mass Choir” al ritmo di “When the saint go marching in”.

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