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Foto Fiorenzo Sernacchioli

Foto Fiorenzo Sernacchioli

Leggi il mio articolo su La Gazzetta di Lucca oppure qui sul mio blog.

L’ingresso dei “The National” sul palco del Summer Festival è stato salutato dalla pioggia che ha iniziato a scendere senza sosta. “Sta cominciando a piovere”commenta il leader della band Matt Berninger, ma non se ne preoccupa, e neanche il pubblico in piazza Napoleone. Qualcuno cerca riparo sotto gli alberi o sotto la tettoia della zona vip, qualcuno apre timidamente un ombrello, ma la maggior parte resta sotto il palco ad ascoltare il gruppo. Lo spettacolo va avanti e trascina immediatamente la platea (3 mila persone) in un viaggio fatto di emozioni, ballad e tanta musica rock. La voce baritonale di Berninger culla il pubblico, per poi prenderlo “a schiaffi” urlando a squarcia gola in quel microfono che un paio di volte (o forse più) batte per terra e si batte sulla testa.

Il concerto sono luci colorate sparate sul pubblico, fumo, cambi di chitarre, video proiettati sullo sfondo e tutto ciò che fa scenografia. Sul palco anche due fiati (tromba e trombone) che, quando non suonano, passano alle tastiere che hanno davanti oppure cantano. C’è tutto per la serata di chiusura del Summer Festival.

Intanto la pioggia ha smesso di cadere e la gente si avvicina nuovamente al palco. Lo show continua. Berninger passa dai brani dell’album “Alligator” (2005) all’ultimo “Trouble Will Find Me” (2013). La musica è graffiante, ma al contempo avvolgente. Il pubblico applaude, canta insieme al gruppo e si lascia trascinare.

Il concerto si chiude con un’energica “Fake empire”, ma lo show, si capisce subito non è ancora finito, anzi il picco deve essere ancora toccato. Berninger e band, formata dai fratelli gemelli Aaron e Bryce Dessner alle chitarre, e i fratelli Scott Devendorf al basso e Bryan alla batteria tornano in scena e attaccano “Mr.November”;  il leader salta di sotto dal palco, il pubblico va in visibilio. Sale sulle transenne e si sporge tra le persone. La gente impazzisce. Scavalca la transenna che lo divide dai fan e continuando a cantare si getta tra la folla (chi ha già visto qualche suo concerto sa che Berninger è avvezzo a ciò, e sa che il pubblico impazzisce per queste cose). Cammina in mezzo alle persone, canta e attraversa quasi tutta piazza Napoleone mentre la gente lo segue, e scortato dalle guardie del corpo, risale sul palco per la fine del brano. Sembra essere tutto tornato alla normalità, ma quando parte “Terrible love” lui si lancia nuovamente tra il pubblico. La platea è in visibilio. Alla fine del brano i musicisti si spostano tutti in avanti e i chitarristi imbracciano lo strumento acustico. Parte una “Vanderlyle Crybaby love” acustica. Beninger scende dal palco, allunga il microfono nella platea e fa cantare la gente. Il pubblico impazzisce. Il concerto finisce con uno scroscio di applausi che sembra non terminare più e Berninger ringrazia Lucca per la calorosa ospitalità.

La gente soddisfatta viene via dalla piazza dimenticandosi quasi che prima dei “The National” sul palco era salita Cat Power. La cantautrice statunitense, visibilmente ingrassata, è apparsa distratta e con lei la sua band quasi interamente al femminile, formata da Gregg Foreman alle tastiere e chitarra, Adeline Fargier alla chitarra, Nico Turner al basso e Alianna Kalaba alla batteria. La sua performance è risultata discontinua, si è lamentata spesso con il fonico di palco chiedendogli di abbassare o alzare qualcosa in spia. E’ apparsa stanca, e deconcentrata. Quando lo show, verso la fine è sembrato decollare, era tempo di lasciare spazio ai “The National”. Un vero peccato.

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