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Balza sul palco, Elisa. Piazza Napoleone è piena di persone in attesa, e la rocker italiana, non si fa attendere. Imbraccia la sua chitarra Elisa, ed è subito energia dalle prime note del brano di apertura, “Labirinth”. E’ ritmo, sentimento, grinta da vendere, Elisa. Trascina la piazza del Summer Festival con la sua voce e con la sua passione. Il pubblico canta con lei, applaude lei, e si emoziona insieme a lei.

Ringrazia Lucca, Elisa, felice di essere sul palco del Summer. Inizialmente rigida si scioglie man mano che il concerto prosegue, man mano che il pubblico si scalda e man mano che l’empatia si dirama, come se la platea fosse la sua carica naturale (e forse lo è). Fa sognare Elisa. Il repertorio è un mix tra vecchie e nuova canzoni, in italiano e inglese dato che la cantante per tanti anni ha scritto in inglese, che la platea apprezza in toto: ogni intro è accolto con uno scroscio di applausi e grida.

Ma dopo un inizio molto rock, Elisa lascia spazio a brani più introspettivi, e strappa qualche lacrima su un’intensissima “Qualcosa che non c’è” suonata al pianoforte.
E poi su “Eppure sentire” brano scritto dalla cantautrice per il film Manuale d’amore 2 di Giovanni Veronesi, fa il suo ingresso la special guest (attesissima) della serata: Fiorella Mannoia. E se già il livello era alto, incredibilmente riesce ad alzarsi ancora di più. Duettano Elisa e Fiorella Mannoia, lei piccola e con la voce acuta, l’altra che giganteggia sulla cantante triestina con quella voce da contralto inconfondibile. “Io non ho parole” dice Elisa, felice di dividere il palco con Fiorella Mannoia: “Io non ho parole e… Io non ho paura” pronuncia introducendo il brano successivo, e la platea va in visibilio. Le due voci che si incastrano alla perfezione riescono a rapire il pubblico del festival che in piedi applaude alle due artiste. Un concerto dentro il concerto quello di Elisa con la Mannoia: un’energia che solo la cantante romana riesce a dare con il suo modo di interpretare i brani che la rendono unica. Un’aurea che solo lei riesce ad avere. E con “Quello che le donne non dicono”, dove tutto il pubblico del Summer canta, compresi gli uomini, lascia nuovamente il palco a Elisa. Così la parte del concerto più introspettiva lascia nuovamente spazio alla vena rock iniziale, “L’anima vola”, “Stay”, e anche le luci sul palco cambiano, sono bianche e intermittenti in stile rock. Elisa imbraccia nuovamente la chitarra.

Su “A modo tuo”, una ninna nanna scritta da Ligabue per la figlia Linda, scherza con la platea cambiando il testo, e poi fa il suo ingresso Marco Mengoni, vincitore della terza edizione del talent show X Factor cantando “Hallelujah” insieme a Elisa; le giovanissime in platea vanno in visibilio per il bel ragazzino barbuto, e urlano come non mai. Mengoni visibilmente emozionato fa quasi tenerezza, ricurvo sembra un bambino di cinque anni che è stato sgridato. Canta quasi intimorito dalla piccola tristina, e la cosa fa sorridere visto che lui troneggia sopra di lei; su “L’essenziale” brano che gli ha fatto vincere Sanremo 2013 è, giustamente, più sicuro e su “Sunny” alla fine il ghiaccio è rotto e ride e scherza con Elisa.

Una serata ricca di ospiti quella di ieri sera del Summer Festival targato D’Alessandro & Galli: Elisa (lasciando molte persone esterrefatte) alle 21 è salita sul palco per presentare il gruppo spalla, gli Stag il cui cantante ha interpretato un brano durante il concerto insieme a lei, “Dancing”, e che, insieme a Marco Mengoni e Fiorella Mannoia, ha contribuito a dare vita a una performance, di abbondanti due ore, ricca di passione e caratterizzata da quella bella vena rock della vecchia Elisa, quella di “Cure me”, con cui ha chiuso il concerto, tratta da “Pipe &Flowers”, il suo album d’esordio.

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