Tag

, , , , , , , , ,

ph Fiorenzo Sernacchioli

ph Fiorenzo Sernacchioli

Leggi il mio articolo sul La Gazzetta di Lucca oppure qui sul mio blog.

Evidentemente bisogna andare in Inghilterra per ascoltare il blues del Mississippi. Quel vecchio blues che ti ricorda il Delta, e una storia che ha più di 100 anni. E a cantarlo non è un vecchio rugoso con la voce finita, ma un chitarrista inglese, soprannominato, non a caso, ‘The blues ambassador’. Eddie Martin musicista londinese classe ‘65, chitarrista, armonicista e cantante nominato ‘Miglior chitarrista blues del Regno Unito’, ‘Miglior armonicista’ e ‘Miglior artista acustico’ ha all’attivo molti dischi e scrive inoltre colonne sonore per la TV e il cinema; la parlantina non gli manca, il British Humor e il gusto musicale neppure e il resto, sul palco, vien da sé.

Ed è così che ieri sera, sabato 3 aprile, al T -Caffè di Tony Pacini, Martin ha dato vita ad una performance ricca di gusto e intrisa di quel blues che ti entra nelle viscere. La band formata da un giovane ed eccezionale Alberto Gurrisi all’organo Hammond, Giò Rossi alla batteria e l’oriundo Luca Giovacchini, insolitamente al basso, ha trascinato gli avventori del locale nel Delta del Mississippi e in quell’acquitrino di musica che ti entra nell’anima e ti fa dire: “Anch’io ‘ho i blues’ “.

Il mini tour di Eddie Martin, organizzato dal manager e liutaio Bruno Bacci, ha avuto proprio come ultima tappa il T-Caffè di Tony Pacini. Ed è stato proprio Bacci, durante uno dei suoi viaggi all’estero, a scovare il musicista in un locale di Bristol, l’’ Old Duke’, dove è stato catturato dalla performance del chitarrista londinese.

“E il resto è la normale prosecuzione – racconta Bacci –. Quando sento qualcuno come Martin che mi fa venire i brividi gli chiedo se vuole provare una delle mie chitarre, perché da bravo ‘padre’, per me le mie creazioni sono come delle figlie, non le darei mai in mano a chiunque, e poi è naturale che mi venga voglia di far sentire quella musica che mi ha catturato alle persone che conosco. E così decido di portare l’artista in Italia. Insomma sono io che scelgo di prendermi la responsabilità”

E cosa ti ha catturato della musica di Martin?
L’essenza del blues: lo suona per come deve essere suonato. Poche volte, quando vai a un concerto di blues, ti capita di sentire la vera essenza.

Ma il tuo lavoro è anche creare una band, qui in Italia, per il musicista?
Esatto. Quando li porto in Italia creo, intorno all’artista, un gruppo che lo faccia suonare a suo agio e a dovere come ho fatto per Innes Sibun a gennaio. E questa volta la scelta è ricaduta su delle persone che, seconde me, erano fatte per lui: come Giò Rossi, non a caso uno dei musicisti più famosi in Italia per il genere blues, Alberto Gurrisi, un hammondista eccezionale, e come porta bandiera Lucchese, Luca Giovacchini insolitamente al basso.

E non solo Bacci ha colto l’essenza del blues di Martin, ma anche i presenti ieri sera al T-Caffè che sono stati rapiti dalla performance del gruppo e lo stesso Tony che, entusiasta della serata, è rimasto positivamente colpito dal bluesman inglese.

Annunci