Tag

, , , , , , , , , , , , ,

ph Fiorenzo Sernacchioli

Leggi il mio articolo su La Gazzetta di Lucca oppure qui sul mio blog.

Puntualissimo, alle 21,30, Bryan Adams fa l’ingresso sul palco del Summer Festival con la sua band; uno scroscio di urla e applausi parte dalla gremita platea.

Il pubblico canta su “Somebody” e “Cuts like a knife”, si abbraccia sulle note di “Everything I do (I do it for you)” e “Please forgive me”, canta a squarciagola un brano intramontabile come “Summer of ‘69”, salta sulle note di “Can’t stop this thing we starter”.

Le telecamere riprendono il concerto e rimandano le immagini sul fondo del palco, quasi sempre con un suggestivo bianco e nero e raramente a colori. Sulle note di “18 Til I Die” appaiono, a caratteri cubitali, alcune parole del testo come se si trattasse di un enorme karaoke.

Bryan Adams scherza con il pubblico, dice di prendere il cellulare e chiamare la mamma per riferire che il concerto è in diretta radio, sceglie tra il pubblico una ragazza (con un sexy vestito blu, come fa notare lui) e la fa salire sul palco per duettare su “When you’re gone”.

Il concerto, dopo quasi due ore, si chiude sulle note di “Run to you” non prima di aver presentato la sua band: Gary Breit alle tastiere, Norman Fisher al basso, Micky Curry alla batteria e Keith Scott alla chitarra (a cui dedica una presentazione speciale).

 La platea chiede un bis, e il cantante canadese, si presenta da solo sul palco imbracciando la chitarra e con l’armonica a bocca, e intona prima le note di “Straight from the heart”, e poi di “All for love”.

 

Annunci