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Siamo a Chicago, in un locale fumoso e sono gli anni ’40. No, non è vero, siamo a Lucca al T Caffè di Tony Pacini, è sabato sera, l’otto dicembre per la precisione, e nel locale c’è il gruppo di Filippo Barontini, ma la musica e il clima sono quelli di Chicago.

Si respira un blues che sa d’annata e odora di vintage.  Un’immersione profonda nel blues genuino quella di ieri sera al T Caffè. Il gruppo, che ha iniziato a suonare intorno alle 23, ha subito trascinato i presenti che, bicchieri alla mano, si sono fermati in piedi per quasi due ore incollati davanti ai musicisti. E il locale era talmente pieno che era quasi impossibile passare.

Un gruppo blues fino al midollo quello capitanato da Filippo Barontini. Il leader, che solitamente oltre che a suonare la chitarra canta, ha lasciato il microfono a Riccardo Castellini che si è alternato tra il canto e il washboard (strumento ideato da un’asse per lavare il bucato alla fine del 1800). Una sezione ritmica veramente trascinante quella formata dal bassista “Superjanko” Giavannini e il batterista Mario Marmugi. I due musicisti, che suonano insieme da anni, sono stati anche la sezione ritmica di Nick Becattini. E poi all’armonica Mimmo Mollica: blues nell’anima e nella mente.

Filippo Barontini ha reso partecipe il pubblico chiedendo di cantare e tenere il tempo. L’anima blues si è riversata negli avventori del locale che si sono sentiti partecipi e hanno battuto le mani, intonato i brani, applaudito e si sono divertiti per quasi due ore di musica.

Il gruppo ha eseguito brani di Robert Johnson, Howlin’Wolf, Eric Clapton, BB King, e  due perle della serata sono state sicuramente un’energica “Minnie the Moocher” di Cab Calloway che ha fatto cantare tutto il locale e una trainante “Got my mojo working” di Muddy Waters.

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