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Leggi il mio articolo del 2 settembre sul La Gazzetta di Lucca oppure qui sul mio blog.

Sono le 23.30 di sabato 1 settembre e al Bar Micheli, nella frazione del Piaggione, si continua a ballare con i ritmi cubani del gruppo Carlito Brigante. Le musica è iniziata da un’ora e mezzo e le danze sono state aperte da Giampiero Micheli e dalla moglie Giovanna, proprietari del bar.

Ad animare la serata il gruppo Carlito Brigante formato nel 2003 due amici Gianluca Grisafi e Andrea Lorenzetti, uniti dalla passione per la musica popolare cubana. “Noi facciamo quello che verrebbe definito revival” racconta Grisafi. “Se una persona andasse a Cuba domani non sentirebbe assolutamente i pezzi che abbiamo in repertorio, perché quella che facciamo noi è la musica che suonavano i loro nonni. Là adesso si ascolta il reggaeton, la  timba e il jazz”.

Il repertorio del gruppo spazia dalla musica di Cuba degli anni ’30, ’40, a gruppi più famosi come i Buena Vista Social Club, fonte d’ispirazione per la band, a i Sierra Maestra, nati negli anni ’70 con l’intento di rilanciare la musica tradizionale cubana, e tutt’ora attivi. Il gruppo, che solitamente predilige le piazze soprattutto per la musica proposta, per la serata al Bar Micheli ha dovuto ridurre e rimaneggiare l’ensemble. L’organico è passato da otto a sei elementi, assente la tromba e Gianluca Grisafi, solitamente alla chitarra, si è messo le vesti di bassista sostituendo Silvia Toschi. La sezione delle percussioni formata da Riccardo Morici, Samuele Ricci e Stefano Cardella è rimasta la stessa insieme alla cantante Gabriela Echeverria e Andrea Lorenzetti al requinto (chitarra). Il tempo incerto, inoltre, ha costretto il live all’interno del locale, in una dimensione più raccolta, ma non per questo meno apprezzabile.

“Quello che mi piace di questo progetto” racconta Grisafi “è che la crescita musicale l’abbiamo fatta insieme, passando tante serate ad ascoltare i grandi del passato cubano e cercando di imitarne il suono. Spesso si sente dire che se non sei cresciuto a Cuba non puoi fare questa musica. Trovo che non sia vero. E’ un po’ come se dicessi che non puoi fare britpop se non sei nato in Inghilterra. Certo se parli bene la lingua madre è meglio, e infatti Gabriela è un valore aggiunto molto importante, anche se è nata in Equador e non a Cuba ha comunque la giusta dizione che serve per cantare questa musica”.

La serata è stata arricchita dalla paella e sangria che Giampiero Micheli ha preparato. Una cena e una scelta musicale molto apprezzata dagli avventori. Dimostrazione che le cose si possono fare, e anche bene, se si mette insieme un po’ di gusto e buona volontà. I prossimi appuntamenti live del Bar Micheli riprenderanno ad ottobre.

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