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Quando e come è nata l’idea di organizzare i concerti al T-Caffè dopo il Summer Festival?
E’ successo una notte di tre anni fa, per caso. Le idee migliori vengono sempre la notte. Ho pensato che sarebbe stato bello offrire un dopo concerto alle persone che uscivano dal Summer Festival, e che magari erano ancora cariche di quella energia che i musicisti gli avevano trasmesso. Ho deciso così di organizzare delle serate di musica dal vivo che avessero un’attinenza con quello che gli spettatori avevano ascoltato precedentemente; come se quello che venivano a sentire al T-Caffé fosse una prosecuzione del concerto. Ho provato, e l’idea ha riscosso un ottimo successo.
Sono gli unici concerti che faccio d’estate, perché l’esibizione dei gruppi al T-Caffè inizia dalla fine di settembre. Per me questa è bassa stagione. D’inverno invece organizzo concerti il venerdì, il sabato e la domenica, differenziandoli. Il venerdì scelgo una situazione strumentale, il sabato lo dedico alle cover band o a band importanti anche formate da più di cinque elementi, mentre la domenica, dato che il protagonista non è la musica, ma l’aperitivo, scelgo gruppi acustici che creino la giusta atmosfera. E a volte unisco a queste serate prodotti di marche famose.

Quest’anno hai individuato tre serate chiave del Summer Festival e altrettanti gruppi. Mi puoi parlare delle tue scelte?
Per la serata Duran Duran di sabato 21 luglio ho optato per la band dei Soulmate perché è un gruppo che riesce a spaziare molto con il repertorio, e che ha deciso di incentrare la scaletta sul rock anni ’80 e ’90 in omaggio alla serata del Summer. Mentre il 28 luglio si esibiranno i Marasma, gruppo storico di Lucca. Solitamente fanno i classici rock, ma li ho abbinati alla serata di Tony Bennett e Giorgia perché vengono in chiave acustica. Il 29 luglio c’è l’ultimo concerto del festival, quello imperdibile per coloro che amano la musica: al Summer ci sono i Toto, e io ho voluto offrire a Lucca la mia serata imperdibile con la Filippo Barontini Blues Band, che vanta la collaborazione con uno degli armonicisti più importanti in Italia: Mimmo Mollica di Livorno.

Hai trovato difficoltà in questi anni a proporre serate di musica dal vivo?
Sono oltre trent’anni che faccio questo lavoro, e delle volte non nego che ho trovato delle difficoltà. Io sono dell’idea che la musica dal vivo va fatta in maniera educata. È chiaro che se tutte le sere il tuo locale ha dei volumi improponibili, anche il vicino più tollerante alla fine perde la pazienza. Però se riesci a conciliare musica e volumi, magari proponendo anche delle serate acustiche, e hai dei vicini che hanno un minimo di intelligenza puoi offrire dei live ottimi nel rispetto di tutti. Difficilmente un locale, grande o piccolo che sia, può dare noia tutta la settimana.
Inoltre delle volte i problemi non sono dettati dalla musica, ma dall’egoismo o dall’invidia di chi la musica non la fa. Fortunatamente nei locali di Lucca ho sempre trovato persone educate. Per il concerto al Summer Festival di Franco Battiato lo scorso 20 luglio, ad esempio, ho visto una città piena, ma non rumorosa. E poi ho notato che spesso chi fa chiasso sono i turisti, e non i lucchesi.

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