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Se l’altra sera, domenica 29 luglio, non eravate al T-Caffè di Toni Pacini vi siete persi un salto nella Chicago degli anni ’50 con la musica della Filippo Barontini Blues Band.
Musicisti come B.B. King, Muddy Waters erano lì interpretati dalla blues band formata da Filippo Barontini alla chitarra e voce, Marco Polidori al basso elettrico, e Alberto Dessì alla batteria. Ospiti speciali della serata Mimmo Mollica all’armonica a bocca, che oramai fa parte quasi stabilmente del gruppo, e come special guest della serata Gianluca Baroncelli, vissuto per anni a Chicago, al sax tenore e voce.
Sul marciapiede, davanti al Tony Caffè, perché il blues si fa in strada come sottolinea Filippo Barontini, la band ha coinvolto il gremito pubblico che si è fermato dopo essere uscito dall’ultimo concerto del Summer Festival, quello dei Toto. Sono stato moltissimi i curiosi che si sono trattenuti, incuriositi e affascinati dalla musica.
“Tutte le volte che sono vicino al pubblico avviene sempre qualcosa di bello, perché il contatto umano è più forte” racconta il leader della band entusiasta della serata che ha visto un pubblico partecipe cantare, ballare e battere le mani a tempo.
“Il blues è una musica povera, non ci fai soldi, però è una musica che quando ti prende non ti abbandona più. Diventa una filosofia di vita di cui non puoi più fare a meno” racconta Mimmo Mollica. “Sono trentacinque anni che lo suono, e mi rendo conto che è tecnicamente facile, ma difficile è saperlo interpretare bene”.
“Ci sono delle ricerche stilistiche del suono” racconta Barontini, legato non solo professionalmente, ma anche da una forte amicizia all’armonicista del gruppo. “Mimmo ha fatto un bellissimo studio sul suono investendo tempo, energie e cuore per riuscire ad avere il suono dell’armonica di Chicago degli anni ’50, quel suono vintage che io e lui prediligiamo; perché le cose belle sono nascoste bisogna solo saperle cercare”. “Il blues” continua Barontini “è un bellissimo gioco di sfumature, di groove, di feeling. Ci influenziamo tra di noi, ci stimoliamo uno con l’altro musicalmente. È un gioco complesso è come una pietanza con molte spezie che bisogna saper dosare bene”.
E ieri sera il piatto è stato davvero prelibato e dosato con arte.

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